La Voce di Trieste

Intelligence e paese dei balocchi

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Per sviare da se stessi l’ira della gente travolta da una crisi economica che non sanno risolvere, i protagonisti del circo politico e mediatico europeo non la smettono di esibire indignazioni virtuose su falsi problemi.

Adesso è quello delle intercettazioni statunitensi e britanniche anche nei confronti dei partner europei. Quando ogni Paese che non sia quello dei balocchi di Pinocchio ha sempre spiato qualsiasi altro come, quando e quanto più ha potuto, e per le necessità ovvie che Sun Tzu teorizzava già 2500 anni fa.

La sola novità moderna è che elettronica ed informatica, cui quasi nessuno vuole rinunciare, forniscono anche mezzi sempre più invadenti, pervasivi ed incontrastabili di spionaggio – in rete, da satellite ed ambientale – con un’evoluzione tecnica continua che è anche involuzione di libertà.

Ma i Paesi che ora ne accusano gli Usa fanno altrettanto, pure in collaborazione, e tengono necessariamente altrettanto segrete le proprie attività di intelligence.

E da sempre il problema vero non è affatto l’acquisizione in sé delle informazioni, ma l’uso morale o immorale, anche reciproco, che ogni Stato ne fa, secondo parametri etici e pratici che sono quelli delle Nazioni Unite sui diritti umani, sulla pace e sulle relazioni internazionali.

Il che vale anche per l’Italia. Basti ricordare come nel caso della tragedia di Ustica, di cui abbiamo già scritto, le stesse informazioni segrete vennero utilizzate dall’intelligence NATO per tentare di abbattere il volo di Gheddafi che andava a concedere basi aeree ai sovietici, e da qualcuno in Italia per avvertire il dittatore. Che cambiò la rotta prevista, dove i caccia Nato in silenzio radio trovarono e scambiarono perciò per il suo, abbattendolo, un aereo di linea Itavia partito in ritardo.

Non mancano nemmeno altri esempi imbarazzanti, che potrebbero anche contribuire alla comprensione del perché ora la protesta ufficiale dell’Italia contro le intercettazioni d’intelligence USA e britanniche sia tra le più caute in Europa.

© 27 Ottobre 2013

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