La Voce di Trieste

Parabola dell’amianto e del liberismo

Un materiale tossico come una teoria economica

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È prevista  per il 15 ottobre presso il Tribunale di Gorizia la sentenza per il maxi-processo sulle morti da amianto. Per dare evidenza all’evento proponiamo una breve riflessione.

L’amianto somiglia al liberismo.
L’amianto è resistente, ignifugo, isolante e fonoassorbente, ma provoca asbestosi, mesotelioma e carcinoma polmonare.
Anche il liberismo promette meraviglie: disponibilità di beni di consumo, privatizzazioni nel nome dell’efficienza, auto-regolamentazione del mercato, sviluppo di infrastrutture; in cambio bisogna essere disposti ad accettare di contrarre altri tipi di tumore, come ad esempio lo sfruttamento, la disoccupazione, il monopolio, l’indebitamento e la diseguaglianza estrema.

Proprio come l’amianto, anche il liberalismo economico all’inizio riesce ad imporsi con caratteristiche di robustezza e affidabilità. Poi si sfalda, e avvelena tutto quello che gli sta intorno.

Entrambi furono adottati – con entusiasmo e in dosi massicce – all’alba della Rivoluzione Industriale. Di tutti e due si individuarono in tempo le rovinose conseguenze, ma si preferì far finta di niente.

Più di un secolo fa i medici osservarono un numero anomalo di morti premature e malattie polmonari nelle aree di estrazione e lavorazione dell’amianto. Nonostante ciò, ancora oggi milioni di persone vivono e lavorano in ambienti contaminati.

Molti economisti misero in evidenza le tare del liberismo già ai tempi della Grande Depressione, la quale trascinò intere popolazioni alla fame e alla disperazione ed ebbe come ultimo atto la Seconda Guerra Mondiale; eppure quel modello fallimentare viene ancora imposto a tutti i cittadini.

Si stima che circa 125 milioni di persone siano ancora oggi esposte quotidianamente all’amianto in tutto il mondo, e che ogni anno vi siano almeno 107 mila decessi legati a patologie correlate. Solo 60 nazioni su 196 lo hanno messo al bando o ne hanno limitato l’utilizzo.

Alla dottrina neo-liberista è esposta la grande maggioranza della popolazione mondiale; le persone sfruttate, ridotte in schiavitù, e a cui sono state tolte la dignità e la libertà di espressione sono sempre di più, e proprio come accade con l’amianto, nessuno si accorge di esserne vittima perché gli effetti si vedono solo a lungo termine.

Ma anche il lungo termine del liberismo è scaduto, e adesso gli effetti sono evidenti, proprio come una diagnosi infausta.

Abbiamo la certezza che non è consigliabile vivere in una casa fatta di amianto, ma continuiamo a costruire l’edificio della società futura con un materiale altrettanto tossico come il liberismo.

Anche stavolta lo smaltimento non toccherà a chi ha fatto il danno, ma solo a chi lo ha subito.

© 14 ottobre 2013

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