La Voce di Trieste

Le ultime impronte del dinosauro Antonio

di

Il Gruppo Speleologico Flondar e il sito del Villaggio del Pescatore

Nel mio precedente articolo Sulle tracce del dinosauro Antonio (http://www.lavoceditrieste.info/index.php?option=com_content&view=article&id=918:sulle-tracce-del-dinosauro-antonio&catid=65:scienza&Itemid=77), scritto nell’aprile del 2011 in occasione dell’apertura al pubblico del Sito paleontologico di Villaggio del Pescatore, mi auguravo che la squadra di lavoro creatasi portasse avanti tutti i suoi obiettivi con caparbietà e sintonia di intenti. Ebbene, è accaduto.  Avevamo intuito da tempo che c’era questo forte desiderio di visitare il luogo del ritrovamento di questo esemplare di dinosauro unico al mondo, ma la volontà ferrea dei volontari del Gruppo Speleologico Flondar (http://www.speleologia-provgo.it/gruppo-speleologico-flondar.html) ha portato in essere questo sogno condiviso dalle persone e dalle istituzioni locali. A questo gruppo di sognatori ed appassionati, ad ottobre 2011 si è unita anche la ditta Zoic esperta in scavi paleontologici e ricostruzioni di dinosauri, una delle più dinamiche realtà europee operante nel campo della Paleontologia e delle Scienze della Terra. Grazie al contributo della Fondazione CRTrieste (www.fondazionecrtrieste.it) ha creato il calco dello scheletro di Antonio ed un modello a dimensioni reali raffigurante il dinosauro post-mortem, posizionati attualmente nel luogo del ritrovamento, contribuendo così a rendere con l’immaginazione l’ambiente del sito del ritrovamento ancora più vero.

A conclusione di questo primo anno di attività il Presidente del Gruppo Speleologico Flondar, Rinaldo Stradi commenta positivamente l’esperienza: «La nostra attività protrattasi dal 1° aprile al 18 dicembre 2011 ha reso possibile la visita al sito paleontologico a più di 4000 persone durante l’orario di apertura domenicale e infrasettimanale per gruppi organizzati o scolaresche. Pensiamo di proporre la stessa modalità per le visite del 2012, confidando sempre nella disponibilità di alcuni soci del nostro gruppo che in questo primo anno si sono avvicendati nella sorveglianza e manutenzione del luogo. Alcuni di loro in particolare si sono veramente impegnati». A capo di questo drappello di soldati volontari convinti che il sito paleontologico sia una grande ricchezza della nostra Regione c’è Mila Erbisti, artefice di questa grande avventura. Operatrice per la didattica alle scuole e per le attività di Laboratorio paleontologico annesse all’offerta della visita al sito, la nostra entusiasta geologa riferisce che «l’attività didattica con le scuole è partita un po’ in sordina, ma per la primavera del 2012 sono già fioccate delle prenotazioni da parte di parecchie scuole a livello regionale. Da poco tempo poi, la Sovrintendenza ha dato parere favorevole anche ad una nuova proposta di Laboratorio geologico-paleontologico nel quale ci si può cimentare nel duro lavoro del paleontologo con martello e scalpello, rompendo gli ammassi di rocce presenti al sito e ricercandone gli eventuali fossili presenti».

In questo periodo Mila, oltre ad organizzare le visite, si sta occupando sempre per conto del Gruppo Speleologico Flondar e con l’aiuto del Comune di Duino Aurisina (www.comune.duino-aurisina.ts.it) di far conoscere a tutti i turisti che arrivano nel Friuli Venezia Giulia questo sito di interesse mondiale. Infatti tra poco tempo all’Aeroporto di Ronchi dei Legionari (www.aeroporto.fvg.it) verrà istituito uno spazio adibito a pubblicizzare questa grande scoperta con un diorama offerto dalla ditta Zoic accompagnato da un video plurilingue. Oltre a lei anche Luca Lanza, socio del Gruppo Flondar e laureato in Scienze Geologiche, ha trascorso molte domeniche a rispondere alle incessanti e ripetute domande del pubblico. Descrive così la sua esperienza: «Era in qualche modo prevedibile che la notizia dell’apertura al pubblico del sito paleontologico del Villaggio del Pescatore avrebbe richiamato molti visitatori, il cui afflusso è stato però superiore al ogni aspettativa. Dalle firme apposte sul registro si nota che le persone sono arrivate non solo da ogni parte d’Italia, ma anche da altri paesi europei e perfino da oltre oceano (Canada e Messico). È interessante osservare che mentre alcuni si trovavano in vacanza, parecchi sono venuti proprio per vedere il sito. Abbiamo avuto alcuni esperti di paleontologia e di geologia e numerosi sono stati i semplici appassionati della natura in generale. Naturalmente molti genitori hanno portato i loro bambini, per i quali i dinosauri hanno un fascino particolare. Per la verità poche persone hanno mostrato di conoscere le circostanze in cui è avvenuto il ritrovamento di Antonio e comunque tutti seguono con grande interesse ed attenzione le spiegazioni sulle probabili cause che hanno portato alla formazione di questo giacimento fossilifero. La domanda più frequente è stata quella sull’eventuale ripresa delle ricerche, alla quale per ora non è possibile rispondere».

A quest’ultima domanda il nostro volontario ancora non replica per un eccesso di cautela. Si vocifera da qualche mese però che dovrebbe arrivare il consenso da parte della Soprintendenza all’inizio di nuovi scavi che porterebbero alla luce quello che finora è stato chiamato Bruno, un secondo dinosauro conservato nella stessa lente fossilifera del nostro adrosauroide primitivo. Già a novembre un incontro tra tutte le Istituzioni coinvolte ha permesso la definizione di una proposta di inizio scavi a primavera 2012. Oltre a rappresentare un interesse scientifico questo ulteriore scavo farebbe da corollario al progetto molto più ambizioso  del Comune di Duino Aurisina di restauro e valorizzazione dell’intera zona del Villaggio del Pescatore che per parecchio tempo è stata abbandonata.

Illuminante come esperienza di vita è stata pure quella di Alice Memole un’altra volontaria e studentessa di Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e la Natura all’Università di Trieste: «L’apertura del sito paleontologico mi ha dato l’opportunità di mettermi in gioco, imparando molto, quando con parole molto semplici ho dovuto far fronte alle semplici e bizzarre domande dei bambini. Sono rimasta affascinata studiando ed immaginando come questi arcaici esseri viventi potessero svolgere le loro vite in questi antichi ambienti così diversi dal Carso come lo conosciamo ora. Ringrazio i membri del  Gruppo Speleologico Flondar che hanno creduto in me per questa iniziativa e tutte le persone che visitando il sito contribuiscono alla crescita della cultura scientifica».

In questi mesi moltissime persone hanno camminato accanto alle impronte del dinosauro Antonio, lasciando un segno indelebile nel primo anno di apertura. Ma ampie falcate di questi rettili preistorici vengono realizzate anche dall’Amministrazione del Comune di Duino Aurisina. Il Vice Sindaco Romita proprio pochi giorni fa ci ha informato che il Comune intende promuovere il sito paleontologico al BIT di Milano dal 16 al 19 febbraio 2012, cioè alla Borsa Internazionale del Turismo, il più importante workshop di prodotti turistici con due stand: uno stand regionale seguito da TurismoFVG (www.turismofvg.it) e uno stand autonomo con la collaborazione del “Centro In Via Mare”, denominato “Tra natura storia e leggenda”.  In quest’ultimo, oltre a presentare tutte le attività naturalistiche del territorio di Duino Aurisina  farà bella mostra di sé un calco del dinosauro Antonio, messo a disposizione dalla ditta Zoic.

Fino a pochi anni fa nessuno avrebbe creduto che il Carso triestino conservasse nelle sue bianche rocce cretaciche resti di dinosauri. Ma il tempo inesorabile nel suo scandire i secondi che si trasformano in minuti,  che si cambiano in ore e poi in giorni, anni, secoli, milioni di anni ci ha sbalordito conservando dapprima il dinosauro Antonio ed infine restituendocelo sotto forma di fossile. Un sogno? Penso di sì. Di sicuro non sono un illusione le facce strabiliate, rapite ed emozionate dei più piccoli quando con i loro genitori e/o insegnanti arrivano al sito paleontologico a stupirci con la loro fantasia  ponendo domande originali sui dinosauri.

Al Villaggio del Pescatore c’è un museo di paleontologia a cielo aperto, che trasforma i sogni in realtà. Venite con noi a vivere le emozioni del nostro sogno.

 

Apertura del Sito paleontologico di Villaggio del Pescatore:

Gennaio e Febbraio tutte le domeniche dalle 10.30 alle 12.30. Per visite didattiche infrasettimanali a scolaresche di ogni ordine e grado telefonare al numero 347 739 3118 o scrivere una e-mail a

mila@dinosauroantonio.it

 

Gruppo Speleologico Flondar

Tel. 040 208052

al lunedì dalle 16.00 alle 19.00

 

Informazioni e curiosità sulle attività del sito in www.dinosauroantonio.it

twitter: @dinosaurantonio

 

Nelle fotografie: (dall’alto in basso)

–        Il sito paleontologico

–        Il presidente del Gruppo Flondar RinaldoStradi (al centro) con Alice Memole e Luca Lanza

–        Mila Erbisti

© 10 Gennaio 2012

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