La Voce di Trieste

Maribor: Città Europea Della Cultura 2012

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In programma cultura, ma anche sociale e sostenibilità

L’anno prossimo Maribor, insieme alla città portoghese Guimarães, sarà la Capitale Europea della Cultura. Una grande opportunità per questa città che lascerà il segno anche negli anni a venire e che farà di Maribor una città all’avanguardia non solamente dal punto di vista della cultura, ma anche del sociale e della sostenibilità.

Quattro sono i principali organizzatori degli eventi, che già da diverso tempo si occupano di apportare importanti cambianti nel tessuto economico e sociale.

TERMINAL 12 è il gruppo che sta lavorando a progetti culturali di alto livello che vedranno protagonisti film, arti figurative, letteratura, musica, mostre e incontri con artisti e autori di calibro internazionale. Gli eventi si svolgeranno a Maribor da luglio a dicembre, mentre i primi sei mesi dell’anno attraverseranno le cinque città partner del progetto: Slovenj Gradec, Velenje, Novo Mesto, Murska Sobota e Ptuj.

CHIAVI DELLA CITTÀ si occupa dell’organizzazione di circa 400 eventi che occuperanno per tutto l’anno gli spazi della città all’interno delle mura medievali. Concerti e performance con artisti di strada, gruppi locali, nazionali e internazionali animeranno le giornate e le serate in vari punti della città tra cui anche ex bar e negozi che negli anni erano stati abbandonati. Il progetto infatti prevede, tra le altre cose, il recupero e il riutilizzo di un vecchio centro commerciale chiuso da anni che per l’occasione, ma anche per gli anni a venire, verrà trasformato in  sede di mostre, laboratori e workshop.

Negli spazi di questo centro si svolgeranno anche i progetti curati da SOLCHI URBANI, impegnati in ambito sociale ed ecologico, visti in stretta interconnessione tra loro. Per quanto concerne l’ambito sociale bisogna sottolineare che lo scopo non è affatto quello di creare solidarietà “passiva”, bensì quello di coinvolgere e rendere protagoniste le persone appartenenti a categorie emarginate, fornendo loro strumenti per una sana autogestione. Si tratta quindi di lavorare con loro, piuttosto che per loro. I progetti sono rivolti a comunità rom, migranti, giovani, senzatetto e invalidi ai quali, grazie a questo importante evento del 2012, viene data l’opportunità di uscire dalla marginalità e diventare attori della propria vita. All’interno del “centro commerciale alternativo”, ad esempio, verrà dato spazio e visibilità ad un gruppo di invalidi che si occupa del restauro di testi antichi, del recupero di libri vecchi e della produzione di carta artistica riciclata. Un altro spazio sarà dedicato a scrittrici e contadine che lavoreranno in sinergia: le contadine delle vicine zone rurali producono erbe aromatiche e spezie che vengono messe in sacchetti realizzati da altre donne utilizzando, come tessuto, indumenti dismessi; le scrittrici da parte loro avranno il compito di raccontare le storie di queste donne e delle loro stoffe.

Tra gli obiettivi di Solchi Urbani c’è anche la creazione di un centro diurno per i senzatetto sul modello lubianese “Kranji ulice” (re della strada). Questo centro sarà aperto anche ad altre persone emarginate che qui potranno incontrarsi, dare voce ai propri bisogni, rendere note le proprie storie e migliorare la situazione presente, partecipando attivamente alla vita di comunità e lavorando insieme.

Interconnesso all’ambito sociale c’è quello ecologico il cui obiettivo primario è di costruire un legame tra i piccoli produttori tradizionali locali e i distretti urbani, creando un circolo virtuoso di auto sostentamento che possa servire da modello anche ad altre città in Europa. Il filo conduttore è ricostruire localmente ciò che è stato distrutto globalmente. Di qui la fornitura di prodotti locali per mense scolastiche e la realizzazione di orti urbani nelle scuole; ma anche la nascita di una scuola della ristorazione dedicata a tutti i cittadini interessati, con workshop sulla cucina locale e l’utilizzo di prodotti stagionali; la creazione di una banca dei semi che darà la possibilità ai contadini di coltivare varietà di frutta e verdura diventate rarissime causa la produzione industriale; l’affiancamento di esperti che possano trasmettere ai piccoli produttori la loro conoscenza in merito a permacultura e altre forme di colture alternative.

In tutto questo fermento non poteva mancare un pensiero dedicato alla mobilità alternativa. L’obiettivo in questo caso non è la creazione, ad esempio, di nuove piste ciclabili, bensì la chiusura di alcune vie del centro città e il conseguente recupero di spazi pubblici. Si sta inoltre pensando al recupero delle centinaia di biciclette che ogni anno vengono trovate abbandonate nel fiume Drava durante le operazioni di pulizia: saranno risistemate nel centro diurno e messe a disposizione dei cittadini, creando, in questo modo, un legame tra le persone più emarginate e gli altri abitanti della città.

Il quarto degli organizzatori coinvolti è VITA AL TATTO che, oltre a raccogliere in forma digitale tutte le attività e i progetti e ad occuparsi della comunicazione, cura il sito internet che già ora è molto ricco di informazioni. Ma la chicca multimediale è la creazione del canale internet MB2012TV dove si potranno seguire in streaming da ogni dove gli eventi e le attività di Maribor Capitale Europea della Cultura.

Di certo tutto questo fervore non passerà inosservato e lascerà un segno positivo nella storia della città, dei suoi abitanti e, viste le premesse, ci auguriamo, nella storia del mondo intero.

 

Per maggiori informazioni:

www.maribor2012.eu

 

Foto gentilmente concesse dall’Archivio fotografico dell’Ente turismo sloveno (www.slovenia.info).

 

© 19 Ottobre 2011

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