La Voce di Trieste

Mai credere alla prima impressione

di

Viaggio serale da Treviso a Trieste

 

Ultimo viaggio in treno da Treviso a Trieste, prima delle vacanze di Natale, solo che questa volta sono riuscita a prendere, al ritorno, il treno delle 18.35 anziché quello delle 19.25. Tutto molto silenzioso fino all’arrivo a Udine, dove salgono cinque ragazzini con la classica tuta sportiva accompagnati da un allenatore? Un mister? Indubbiamente un ciccione che, oltre a salire in treno sbraitando, probabilmente incavolato per il ritardo dei ragazzi, inveisce contro tutto e tutti. La pace è ovviamente terminata e tempo dieci minuti, nello scompartimento di prima, declassato a seconda, si diffondono gli odori più incredibili e vista l’ora (sono da poco passate le 20), sono a dir poco stuzzichevoli e producono un certo languorino, soprattutto per chi, come me, non ha ancora cenato. Non devono certo essere dei lord questi fanciulli, perché pur non vedendoli riesco a percepire il suono fastidioso del loro cibo che viene masticato a bocca aperta. Per fortuna che il rumore del treno copre il tutto, ma soprattutto non li vedo. Non oso immaginare il porcile che lasceranno. Le loro borse d’allenamento invadono il corridoio. Ogni tanto mister X, alias il ciccione, sbotta e sputa parolacce. Forse ha fame anche lui. Certo che la ciccia non gli manca.

Un signore, all’arrivo della truppa si sposta. Come lo capisco. Certe scene sono davvero difficili da sopportare. Ora uno di loro è venuto a sedersi vicino a me, staccandosi dal gruppo e apre un libro. Incredibile, da non credere. Evidentemente domani avrà un compito. Il soggetto in questione, prima ancora di iniziare a studiare, si infila le cuffie per ascoltare musica. Il suo amico gli fa notare che così non capirà nulla, ma il ragazzo risponde che ci è abituato. Sbircio il quaderno: meridiani, paralleli, longitudine e latitudine. Adesso sono in due a studiare e uno spiega all’altro, ma mi sa che nessuno dei due ne capisce qualcosa. Che coppia. Il volume è altissimo, percepisco la musica anch’io. Terribile. E, come se non bastasse, uno dei due ha poggiato le scarpe sul posto a sedere davanti a lui: un vero cinghiale. Arriva anche il controllore per il biglietto, ma la musica è così assordante che nessuno dei due ragazzi accenna a prendere il biglietto. Il controllore è costretto ad alzare il tono di voce per farsi sentire e poi dice loro di pulire il sedile. Il tentativo di studio è durato ben poco, perché stanno già leggendo una rivista sportiva.

Hanno tutti l’abbonamento, segno che si muovono spesso su questa linea. Dai loro discorsi capisco che partono da casa più o meno verso le 15 e ritornano per le 21. Caspita! Questo significa che passano tutto il pomeriggio fuori di casa tra viaggio in treno e allenamento. Il ciccione sta leggendo il giornale, La Gazzetta dello sport (www.gazzetta.it) e pure tossisce! A Gorizia non scendono. Arriveranno fino a Trieste a questo punto. Le parolacce continuano. Ce lo farò a trattenermi? Ora stanno raccontando che si sono fermati in doccia più del previsto, ecco il perché del loro ritardo. Mi piacerebbe chiedere al ragazzino che sta tentando disperatamente di studiare, se ha bisogno di una mano, perché vedo che continua a leggere dal suo quaderno facendo dei cenni sconsolati con la testa. Ma non vorrei mi prendesse per una pedofila. Per fortuna ha tolto le cuffie con la musica assordante.

Come quella vota a Bari, che fuori dalla gelateria, in attesa che la pioggia cessasse, ho attaccato bottone con dei ragazzini che, anche loro in attesa, hanno finito per raccontarmi le loro tristi esperienze scolastiche: studenti del liceo scientifico, con poca voglia di studiare. In particolare la ragazzina più intraprendente, dopo aver saputo che insegnavo latino mi ha pure chiesto spiegazioni, che le ho fornito con molto piacere. Ma ad un certo punto uno dei ragazzini dice all’altro che l’indomani avrebbe avuto l’interrogazione di Dante e  che non sapeva nulla. A quel punto non ho resistito e gli ho chiesto se gli serviva un aiuto, visto che ero un’insegnante. Non l’avessi mai fatto. Si sono precipitati tutti intorno a me e ognuno di loro mi ha sottoposto un problema: italiano, matematica, scienze. Un delirio. Mi hanno spiegato in che scuola andavano e le materie che a loro piacevano di più. Ma soprattutto la sorpresa è stata nel constatare che ognuno di loro aveva una media scolastica piuttosto alta. Mi raccontano che vanno ad allenarsi tre volte la settimana ad Udine e che in pratica sono stati “acquistati” dal vivaio calcistico dell’Udinese che paga loro l’abbonamento al treno per effettuare gli spostamenti.

Dopo aver parlato con loro per quasi un’ora mi sono ricreduta nei loro confronti. Parolacce a parte sono davvero simpatici e tutti molto gentili. Mi hanno pure ringraziato per la consulenza fornita su Dante e Petrarca. Volevano sapere se mi avrebbero rivisto, ma ho risposto loro che quello non era il mio tragitto abituale. È proprio vero che la prima impressione che si ha su una persona non è detto che sia sempre quella corretta e che se si riesce ad andare al di là delle apparenze, forse, si possono scoprire degli aspetti davvero interessanti.

 

© 10 Dicembre 2011

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