La Voce di Trieste

Piero Fassino: bene a Torino ma già disastroso per Trieste

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Appunti politici del direttore

L’elezione trionfale di Piero Fassino a sindaco della città di Torino garantisce continuità politica al centrosinistra della buona amministrazione dell’uscente Chiamparino, ed il successore potrebbe rivelarsi capace se non altro perché è un diligente uomo di apparato. Cioè per le stesse qualità che negli anni Novanta l’avevano reso disastroso a Trieste e verso la Slovenia e la Croazia nel ruolo di sottosegretario agli Esteri con delega per l’ex Jugoslavia.

Era infatti succeduto al predecessore di centrodestra Livio Caputo, acceso revanscista, suscitando speranze di distensione e miglior ragionevolezza. Invece si era fatto portavoce dello stesso nazionalismo, ma da “progressista” e quindi in forma più di più facile penetrazione oltreconfine, sulla linea del commissario politico revisionista triestino degli ex comunisti, Stelio Spadaro, ereditando da Caputo anche il portavoce stampa del Ministero sul Piccolo, Mauro Manzin. E turbando considerevolmente le relazioni italo-sloveno-croate a danno anche dei ruoli e delle politiche di Trieste. Illudeva inoltre gli esuli istriani con promesse di risarcimenti miliardari.

Ma Fassino si mostrava anche più arrogante ed aggressivo di Caputo, tanto da venire a dar lezioni politiche ai governanti di Lubiana con rotear d’occhi stupefacente, scatti e pose da viceré. Poi attaccò violentemente sul Piccolo me e la collega Mojca Dr?ar Murko per i nostri accurati articoli d’analisi di queste politiche di Roma sul maggiore quotidiano della Slovenia, Delo. Accusandoci di scrivere cose false senza però osar dire quali, e di turbare noi (e non lui) i buoni rapporti internazionali, senza però dire come e perché. Ero anche presente ad una sfuriata telefonica pazzesca che fece al compianto senatore goriziano del suo partito, Darko Bratina, perché da esperto dava invece ragione a noi.

Il Fassino con queste uscite, che gli valsero il soprannome di Fascìno, imbarazzava parecchio anche il simpatico ambasciatore italiano di allora a Lubiana, soprattutto quando interruppe un’intervista di Mojca Dr?ar Murko a Prodi in visita ufficiale sbraitando davanti ai diplomatici di mezzo mondo  accuse isteriche finite sul registratore e poi sulla prima pagina del Delo. Alla fine scrisse anche un libro di memorie politiche intitolato “Per passione”, dove sulle vicende di queste terre dimostrava da vero esperto di sapere e capire poco o nulla e ricalcava tranquillamente da sinistra le solite tesi nazionaliste.

Si può dunque sperare che con un prossimo governo di centrosinistra Fassino se ne rimanga preso dal ruolo dell’ottimo sindaco a Torino (auguri sinceri a lui ed ai torinesi) invece di ritornare a fare il pessimo ministro o sottosegretario dalle nostre parti.

Paolo G. Parovel

© 19 Maggio 2011

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