La Voce di Trieste

NoTav Trieste e Carso: venerdì assemblea pubblica illustrativa

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Venerdì 25 marzo, dalle 20.30, il Comitato NoTav di Trieste e del Carso – Odbor NoTav za Trst in Kras spiegherà in assemblea pubblica al Knulp (Trieste, via Madonna del Mare 7) come e perché il nuovo progetto dell’Alta Velocità Ferroviaria – TAV coinvolgerebbe pesantemente la città e l’altopiano con danni inammissibili. I danni riguardano anche lo scavo insensato ma lucroso di chilometri di gallerie anche sotto aree densamente abitate e geologicamente problematiche, da Strada del Friuli alla città, dove verrebbero aperti anche cantieri incompatibili con la vivibilità di rioni come San Giacomo.

Autorità e progettisti avevano promesso la doverosa informazione pubblica, ma sinora è stato possibile vedere solo il poco che ha potuto pubblicare la stampa locale, e non basta certo a capire tutti i gravi problemi creati dal progetto. Si sta cioè ripetendo, come per il progetto di rigassificatore e tanti altri, il metodo dittatoriale delle scelte imposte con maggioranze politiche precostituite, senza nessun confronto serio e senza disponibilità al dialogo con la popolazione interessata e potenzialmente danneggiata.

Il pretesto per forzare così metodi e tempi del progetto è che non si devono perdere finanziamenti europei. Che sono comunque anche soldi nostri ed in realtà coprirebbero solo una minima parte del costo delle opere, finanziate per tutto il resto dall’Italia già disastrata, con soldi pubblici (nostri) italiani che verrebbero tolti da servizi essenziali:scuole, sanità, assistenza sociale, trasporto locale.

Non è nemmeno vero che la TAV servirebbe a migliorare il trasporto ferroviario e togliere camion dalle strade. L’opera risulta infatti tuttora destinata al trasporto di persone, e non di merci. Ed intanto nella nostra Regione, oltre ai problemi del traffico merci, durante lo scorso agosto scorso sono stati soppressi in soli 21 giorni ben 81 treni per pendolari ? 4 al giorno ? perché manca il materiale ordinario: vagoni e locomotori. È sulle linee normali usate ogni giorno dai cittadini e dalle imprese che si devono fare gli investimenti per migliorare il servizio, e non sulle opere faraoniche destinate all’uso di pochi.

E come ha già dimostrato la gente della Val Susa, si possono fermare anche i progetti TAV insensati e dannosi. A Trieste, chiede il Comitato, siamo forse da meno?

© 22 Marzo 2011

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