La Voce di Trieste

L’Italia non può reclutare soldati nel Free Territory of Trieste, che è sotto protezione ONU e NATO

Analisi di Paolo G. Parovel

Dal 1989 l’Italia continua a tentare di intromettersi politicamente e militarmente nelle crisi di destabilizzazione dei Balcani e del Medio Oriente, con operazioni e ruoli che sono spesso ambigui verso l’Alleanza Atlantica ed hanno lo scopo principale di scaricare all’esterno le crisi politiche ed economiche interne.

L’Italia è sempre stata un alleato inaffidabile per qualsiasi partner internazionale, perché il suo apparato politico-istituzionale è corrotto da interessi illegali che prevalgono sugli interessi legittimi e sugli sugli obblighi internazionali dello Stato, e lo hanno ormai ridotto spesso in condizioni di pre-fallimento.

Tra febbraio e marzo 2016 il Governo italiano ha tentato perciò di spostare la tensione interna su due operazioni destabilizzanti di politica estera: una contro l’Egitto mentre il regime militare provvisorio restituisce i poteri legislativi al Parlamento, l’altra nel caos politico e militare della Libia.

Sono due operazioni disinformative tipiche della politica italiana, che con la prima ha montato contro l’Egitto una massa di notizie false sull’uccisione di uno studente al Cairo, e con la seconda ha fatto credere che gli USA avessero chiesto all’Italia un intervento militare in Libia promettendole anche il comando dell’intervento internazionale.

L’aggressione disinformativa verso l’Egitto si esaurirà con le indagini sull’omicidio, e la diplomazia USA ha già smentito la presunta richiesta di intervento militare. Ma rimane confermato che la classe politica italiana è ormai così inetta, corrotta e cinica che per salvarsi è pronta anche a spingere in qualsiasi momento il Paese in guerre insensate.

In questo caso il Governo dovrebbe riattivare il servizio di leva obbligatorio, che in Italia riguarda tutti i cittadini maschi dai 18 ai 65 anni ed è stato sospeso dal 2005, ma può essere riattivato in caso di guerra o di “grave crisi internazionale”. I giovani italiani hanno perciò ancora l’obbligo di iscriversi nelle liste di leva dal 17° anno di età.

Si riaprirebbe così immediatamente anche il problema del reclutamento italiano illegale dei cittadini dell’attuale Free Territory of Trieste, che è un piccolo stato sovrano affidato dal 1954 all’amministrazione provvisoria del Governo italiano, e non appartiene perciò allo Stato italiano.

Le norme del Trattato di Pace con l’Italia che costituiscono il Free Territory of Trieste lo dichiarano smilitarizzato e neutrale (Allegato VI, art. 2), vi ammettono soltanto forze armate sotto il controllo del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e gli vietano sia formazioni ed attività paramilitari, sia accordi ed iniziative militari. I cittadini del Free Territory possono arruolarsi soltanto come volontari nelle forze armate di altri Stati.

Per questo motivo tutte le forze militari introdotte nel Free Territory of Trieste dai Governi degli USA e del Regno Unito tra il 1947 ed il 1954, e poi dal Governo amministratore italiano, non vi operano come truppe nazionali, ma come forze delle Nazioni Unite e dell’Alleanza Atlantica [documenti NATO PO/55/341, M(54)104, C-M(55)16, C-R(55)8, C-R(55)23].

Dal 1956 il Governo italiano amministratore civile provvisorio ha iniziato invece a reclutare illegalmente nelle forze armate italiane anche i cittadini del Free Territory of Trieste come se fossero cittadini italiani. L’abuso veniva coperto obbligando le reclute a firmare un foglio in bianco sul quale veniva poi scritta, a loro insaputa, una domanda di arruolamento volontario.

L’Italia ha inoltre omesso di riconoscere ai militari delle sue forze armate inviati a Trieste le maggiorazioni di paga del servizo all’estero per l’ONU e per la NATO. Contro tutti questi abusi il Movimento Trieste Libera ha avviato dal 2014 una causa collettiva internazionale.

Le liste di leva italiane nel Free Territory of Trieste neutrale e demilitarizzato sono dunque illegali, e sia l’ONU che la NATO non possono permettere che Roma continui ad imporre ai cittadini del Free Territory il reclutamento obbligatorio illegale nelle forze armate dello Stato italiano.

E questo significa che nessun cittadino del Free Territory potrà essere più costretto a partecipare alle avventure militari irresponsabili ed ambigue dei politici italiani.

© 9 marzo 2016

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