La Voce di Trieste

“La critica musicale” di Federico Capitoni

Fare il critico musicale è un mestiere semplice? Assolutamente no. A differenza di quello che molti possono pensare, infatti, chi si trova a dover giudicare un’espressione di un’arte (sia essa sotto forma di musica, dipinto, scultura, film etc…) non può unicamente dire se quel disco o quel film è stato di suo gradimento o meno. O meglio, può anche farlo, ma deve comunque motivare tale giudizio, fare eventuali confronti con altri artisti o anche richiamare alla memoria influenze e precedenti lavori. Insomma, il lavoro di critico serio non si limita a un click su Facebook mi piace/non mi piace. É molto di più, ed è proprio qui il difficile. Per venire in aiuto a chi volesse cimentarsi con tale lavoro o per chi volesse semplicemente cercare di capirlo meglio, arriva nelle librerie il nuovo libro di Federico Capitoni, La critica musicale, edito Da Carocci Editore per la collana “Bussole”. Capitoni, che scrive di musica per diverse testate musicali italiane, oltre che per i quotidiani “la Repubblica” e Sole 24 Ore”, parte da una premessa assolutamente fondamentale: “Spiegare la musica è una cosa difficilissima”, a maggior ragione se lo si deve fare su un giornale, senza cioè quei supporti multimediali che altre situazioni, come ad esempio il computer, offrono. Una difficoltà che, almeno in Italia, si aggiunge al livello di alfabetizzazione musicale medio “palesemente scarso”. Se a tutto questo aggiungiamo poi la vera e propria esplosione del fenomeno “recensione da web”, con blog e siti su cui vengono ospitati critici fai a te, si può ben capire come la situazione della critica musicale, come quella dell’intero giornalismo italiano, stia attraversando un periodo non del tutto facile. Capitoni, con questo suo agile libro, traccia le linee guida alle quali ogni aspirante critico dovrebbe attenersi: dopo un breve e sintetico excursus storico, infatti, l’autore passa in rassegna gli strumenti in mano al critico, come l’importante recensione, partendo dalla premessa che “i critici in genere non suscitano simpatia”. Molto interessante e ben sviluppata la sezione dedicata ai diversi medium che possono ospitare critiche e recensioni, cioè quotidiani, radio, televisione, riviste specializzate e Internet. Assolutamente da non perdere l’ultima scheda del libro, “Quattro consigli per l’imparzialità e un precetto morale”. In poche righe, infatti, Federico Capitoni riesce a riassumere quello che dovrebbe (ma non sempre è) il lavoro di un critico musicale, gli obiettivi che dovrebbero caratterizzare questo mestiere e i suggerimenti fondamentali da non dimenticare mai. La critica musicale è un libro molto utile sia per gli addetti ai lavori che per il lettore: entrambi gli attori, infatti, possono imparare molto leggendo le pagine di Capitoni e, forse, migliorare un po’ una certa critica musicale tipicamente italiana.

 

© 9 Dicembre 2015

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