La Voce di Trieste

Tra storie e filosofia in una fattoria sociale

“L'albero capovolto” di Stefano Montello, edito da Bottega Errante.

L’agricoltura sociale non esiste. Non esiste ancora. É tutta da creare, e qui sta il suo vero fascino e il suo futuro”. Parola di Stefano Montello, contadino sociale e musicista, oltre che autore di libri molto interessanti come L’albero capovolto. Le opere e i giorni in una fattoria sociale della Bottega Errante Edizioni. Un volume agile che ha un grande pregio: incuriosire. L’opera di Montello, infatti, non è assolutamente un vademecum per coloro che, attratti dal nome o mossi da sincera passione, si vogliono avvicinare al mondo dell’agricoltura sociale. Nelle pagine scritte con uno stile a tratti ironico e sempre molto piacevole, l’autore riesce infatti a far sorgere più domande e curiosità a dare risposte certe. Anche perché quello della fattorie sociali, come sottolinea Montello, è un modo di coniugare l’agricoltura e la cultura in senso lato che è in fase di evoluzione. Stanno nascendo nuove realtà in tutta Italia, esperienze diverse si aggiungono ogni giorno e lentamente anche i mass media iniziano a parlare di queste opportunità importanti. Ne L’albero capovolto Stefano Montello racconta la sua esperienza sin dall’inizio, intervallando pagine in cui ripercorre l’incontro con le persone coinvolte nel progetto a momenti di approfondimento e di riflessione, in cui dà libero sfogo ai suoi pensieri. Bellissimo, ad esempio, il parallelismo tra coltura e cultura e la comune radice “culto” che fa scrivere all’autore “il contadino è pertanto un poeta che cltiva la terra come fosse un sacerdozio”. O ancora quando, parlando dell’agricoltura sociale, scrive che essa “ha bisogno di pensieri complessi e di sentieri inesplorati”. Ed è proprio su uno di questo sentieri che Montello accompagna il lettore, una strada nuova e sconosciuta per molti, ma che sta lentamente conoscendo una diffusione capillare in tutta Italia. L’idea di unire l’agricoltura al sociale, lavorare con persone cosiddette “svantaggiate” per far emergere quel talento che è in ognuno di noi ma che troppo spesso viene messo a tacere o non viene riconosciuto. L’albero capovolto è un libro che donerà a molti la possibilità di conoscere una realtà nuova e vitale, ma che soprattutto spingerà tutti a saperne di più e ad informarsi. Un libro che incuriosisce. Per maggiori informazioni: www.bottegaerrante.it

© 19 maggio 2016

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